Quarta di copertina
Questo libro vuole mostrare gli sforzi collettivi di professionisti, attivisti e volontari che propongono un approccio nonviolento alla comunicazione.
L’intento è quello di fornire a coloro che lo ritengono utile le basi, i principi, gli strumenti e i suggerimenti che costituiscono una base solida, ma allo stesso tempo aperta e creativa, per un giornalismo veritiero e con una prospettiva di speranza.
La concezione di un giornalismo presumibilmente oggettivo è stata superata dalla certezza che le opinioni di coloro che partecipano al circuito della comunicazione sono rilevanti e hanno un’influenza decisiva sul modo in cui gli eventi vengono raccontati e interpretati, e sul modo di interagire con essi. Per questo le autrici e gli autori, impegnati da decenni nello sforzo di umanizzare il mondo, spiegano con totale onestà intellettuale la lente attraverso la quale traducono ciò che percepiscono in termini di informazione.
Lungi dal proporre una visione ingenua, il giornalismo nonviolento assume la critica e la denuncia dei fattori che generano dolore e sofferenza nei gruppi umani, offrendo allo stesso tempo la possibilità di includere nella narrazione giornalistica ciò che apre nuove strade verso il futuro in ogni situazione.
A cosa pensiamo quando scriviamo queste pagine? Soprattutto agli spazi di formazione per le nuove generazioni di divulgatori e giornalisti. Ci rendiamo conto che questo libro può essere utile nelle aule universitarie, nelle redazioni giornalistiche, ma anche agli attivisti di collettivi sociali, movimenti e organizzazioni i cui programmi, improntati alla trasformazione sociale nonviolenta, possono trovare nel testo strumenti per la loro diffusione.
In ogni caso, come ogni opera umana, questa proposta migliorerà e si perfezionerà nella misura in cui sarà toccata dalla magia dell’interazione critica e dell’azione risoluta, quella che trasforma non solo il mondo circostante, ma anche chi la mette in atto.