Quarta di copertina
Alla faccia del Pazzo: un romanzo biografico per la Crescita Personale.
Nel gennaio del 2020 l’Umanità ha iniziato a vivere l’incubo della grande pandemia da Corona Virus.
Sette anni prima, nel gennaio del 2013, un altro ‘virus’ altrettanto aggressivo faceva il suo ingresso nella mia storia personale.
I due eventi sono collegati da un filo rosso di cui s’intesse la trama di questo racconto.
La Pandemia del 2020 è stato un “fatto globale” che ha investito l’Umanità conducendola a vivere, simultaneamente, le stesse esperienze ed emozioni.*
La percezione di pericolo e il conseguente senso di vulnerabilità hanno aperto la via a delle potenti trasformazioni.
Allo stesso modo, gli eventi del mio 2013 hanno trasformato radicalmente me e la mia esistenza.
Come il mondo prima del gennaio 2020, anch’io, prima del gennaio 2013, avevo impostato la mia vita intorno al carrierismo sfrenato, all’individualismo, all’iper-produttività.
Agivo quotidianamente mosso da una smania di controllo che impediva alla mia parte “veramente Umana” di esistere e di mostrarsi in tutta la sua semplicità e bellezza.
Poi un bel giorno, questa Umanità si affermò di prepotenza, ribellandosi a ventinove anni di dittatura delle illusioni.
Il prezzo della mia rivoluzione fu la morte di tutte quelle illusioni: invulnerabilità, controllo, egocentrismo, abbandonarono per sempre la mia coscienza, lasciandomi solo e spaventato a ricostruire sulle ceneri di quello che ero stato.
Sette anni dopo, anche l’Umanità ha avuto la sua rivoluzione.
Paura, ansia e angoscia sono stati i sintomi di una malattia mentale che ha colpito tutto il mondo.
Il mondo è impazzito nel gennaio del 2020 come, sette anni prima, sono impazzito io.
La dittatura delle illusioni ha fallito, prima con me, poi con l’Umanità.
Inizialmente mi convinsi di aver fallito io, ma era questa la vera follia.
Ero uno studente brillante, con la passione per il mondo delle start up. Ambizioso fino al midollo, coltivavo i miei sogni di gloria costruendo progetti e intessendo relazioni utilitaristiche. Il mio bisogno degli altri era funzione dei miei obiettivi. Il mio ego, allora, aveva bisogno soltanto di sé stesso.
Poi ci fu la mia personale “pandemia”, cui seguì una lunghissima quarantena: un periodo di isolamento durante il quale c’ero solo io, spogliato del mio ego e delle sue ambizioni, nudo in mezzo al mondo che, da sempre, mantiene ampie distanze di sicurezza dalla follia.
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